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Ngawang Samten - Buddista (Vice Chancellor) - Jarnath - Varanasi - India
La guerra è sempre un avvenimento infelice per l’umanità. La guerra non è mai voluta, ma avviene. Secondo il buddismo, la guerra è un’estensione della rabbia e la rabbia è una forza mentale negativa. Forza mentale negativa come l’odio, l’attaccamento, la gelosia.
Il buddismo crede che questi sentimenti non solo possono essere controllati, ma eliminati! Totalmente.
Dobbiamo eliminare queste forze mentali negative e coltivare le forze mentali positive: come la compassione, l’amore, l’altruismo, la fraternità.
Ma sorge una domanda: una religione può essere la causa della guerra? Ci sono elementi nella religione che spesso diventano causa di guerra. Anche se in realtà la religione insegna compassione.
La religione insegna pazienza.
La religione insegna fraternità. Ma se questi sono gli insegnamenti della religione. Come può poi la religione determinare la guerra, essere la causa della guerra?
E’ oggi importante distinguere tra persona e religione,
se la religione è praticata è vissuta nella sua interezza qualunque religione sia, non ci potrà essere persona coinvolta in qualunque attività che s’identifichi con la guerra. Pertanto le persone che s’impegnano nella guerra devono essere persone che non condividono questi valori e pertanto è di primaria importanza fare una differenza fra persona e religione.
(Ngawang Samten - Vice Chancellor Università Buddista) |
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